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MURALES, STREETART, PERSONALWORKS

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Progetto 1-100

 


 

Il progetto nasce dopo un lungo periodo di distacco dal muro come superficie di supporto e trova sviluppo nella ricerca di forme slegate dal mondo del graffito tradizionale. 

L’intento è creare una sequenza di lavori riconoscibili dall’impronta stilistica, mantenendo un filo conduttore che li caratterizzi nel loro insieme e avendo, nel contempo, completezza e autonomia in ogni singolo pezzo. 

 

La successione numerica, non sempre presente per scelte estetiche, monitora la progressione del lavoro mostrandone lo sviluppo creativo ed è prevista per ogni singola opera, anche quando quest’ultima è parte di una composizione di più elementi. 

 

I primi lavori sono totalmente in nero per assecondare la volontà di imporre solo l’essenziale, quindi la costruzione dell’opera nella sua pulizia strutturale e cromatica, priva di distrazioni. Lo sviluppo successivo vede l’esecuzione dei lavori farsi più complessa con l’aggiunta del colore che cerca di sviscerare quello che la forma lascia solo intuire. In tal modo profondità e convergenze vengono svelate spesso con forti cambi di tinte. 

 

Il passaggio dal muro al suolo si fa complice di uno sviluppo in larga scala. Quest’ultimo, essendo lavorabile e calpestabile, impone un’interazione a volte inconsapevole, in una fruizione dell’opera inaspettata. 

 

La predilezione per luoghi lontani dalla presenza umana viene sottolineata dalla ricerca di spazi a cielo aperto mantenendo la precisa funzione di andare a colpire luoghi deturpati o abbandonati, privi di un’utilità e ormai vinti dalla vegetazione. L’azione è di redimere strutture che inquinano il paesaggio dal punto di vista visivo e ambientale, permettendone un riutilizzo e imprimendogli nuovo respiro.

 

Il rigore delle geometrie che irrompono diventa quasi provocazione per l’occhio, in quanto in netta contrapposizione visiva col manto vegetale circostante. 

Parte fondamentale dell’azione artistica è data dalla reazione dei materiali in relazione con gli agenti atmosferici. Sotto la lente del tempo le opere si disgregano, mutano, facendosi vive e partecipi dell’ambiente in una costante evoluzione.