OGGETTI DI STRADA

streetart, murales

Un cutter, un coltello, un qualsiasi oggetto appuntito, pure un cacciavite a volte, vengono usati per intimidire per intimidirti. Stai lì a guardare la persona che lo impugna consapevole che quell’oggetto potrebbe fare la differenza se si arriva alle mani. Qualche infame lo usa pure durante, senza dirtelo, mentre ci si sta picchiando lo tira fuori e ti colpisce. Mosse da vigliacchi come queste ne vedi in giro, chi non pensa di potercela fare da solo e usa queste cose per ferire gli altri, chi non lotta da uomo. Quando ti tagliano in questo modo, l’odore del sangue ti entra dentro, senti ferro nelle narici, lo stesso che ha tagliato te o un tuo amico, cominci a provare nel modo più vero due sentimenti e da quello dipenderà cosa succederà poi, la paura o la rabbia. Non dimenticherò mai quel giorno, quando un mio amico stava perdendo sangue, quando io stesso lo perdei, ma non per colpa di un fottuto coltello, per altro.. non dimentichi quelle scene, quello che provi, quello che vivi lo senti dentro e ti rimane in testa e capisci veramente che cos’è, che non è un film, che è vero che sei lì per qualcosa in cui credi. Figuratevi se un mio fratello si prende una coltellata cosa posso provare io? Cosa sento, come sto. Più ci penso e più sento di provare rispetto per persone del genere, che per difendere un ideale, un amico, si sono fatte ferire. Quella notte capii che era importante, quel sangue non era buttato, il suo, il mio, siamo una famiglia. La fiducia col tempo crea legami di sangue.
Mi pesano certe cose, anche se non le vuoi come parte di te le assimili comunque. Sei costellato di riferimenti, indicazioni, porcherie che ti rimandano sempre allo stesso punto di partenza. Non riuscire a scrollarsele di dosso è il vero problema. Il riferimento dell’uomo al centro dell’universo. Tanta magnificenza quanta povertà spirituale. Le cose belle costano, la coscienza pulita di più. Satana fa più ridere dopotutto. La chiesa ha così tanto utilizzato l’immagine di un uomo in croce che insomma. Mi puzza un po’ di vecchio. Però a volte come lui mi sono accorto anche io di trasportare i miei problemi e le mie croci, per questo a volte averne una al collo me lo fa ricordare. Porto croci di cui nessuno conosce l’esistenza su queste spalle, su questo collo.
I soldi, il denaro, il cash, uno degli oggetti più presenti oltre che in strada in ogni dove. L’oggetto per eccellenza che domina tutto quello che volete, che porta la gente a fare qualcosa che non si immaginerebbe mai. Il denaro, dio e demonio che si stringono la mano. In strada molti stanno per questo, a casa molti stanno per questo, al lavoro molti stanno per questo. Ma contano più i soldi o i sogni? Senza soldi non puoi realizzare i tuoi sogni? Me lo chiedo ogni giorno mentre corro. La fluidità di muovermi spesso mi ha permesso di rimanere a galla, non la liquidità. I soldi sono un mezzo, farli per spenderli. Spenderli per viaggiare.
Le buste, ce ne sono di tutti i tipi in giro, ma spesso non é la busta quello che conta, ma quello che trasporti con esse. Devi sempre stare all’occhio, fare le mosse giuste, spostarti quando serve, muoverti con disinvoltura, muovere le buste e i soldi. A volte ti sembrerá di giocare a scacchi, suderai freddo, l’adrenalina ti fará rimbombare il petto, mentre da fuori dovrai sembrare il più calmo possibile per non attirare l’attenzione e farti mettere in scacco. Gioca bene le tue carte, spostati velocemente e da pedone scala la vetta fino a diventare il re di questa merda, corri e ragiona più veloce degli altri.
Bloccati. Non emotivamente, analogicamente parlando. Stiamo lì fermi, come il traffico che ci circonda. La vegetazione spoglia. Non possiamo proteggerci. La chiave per uscire l’abbiamo, ma non possiamo ancora usarla. Lui passa lento. Dal casco con la visiera alzata posso capire che ha il baffo da sbirro. Il tipico baffo che annusi con un occhiata e capisci subito che devi parlare piano e in codice. Passa piano, passa. W parte veloce e rapido infila la chiave e dopo qualche secondo di esitazione gira la chiave, sbircia ed esce rapido dalla porta. Fa un movimento del braccio incitando a darci una mossa. X inciampa e sbatte sulla porta, un eco risuona da quel tonfo. I santi vengono letteralmente giù. Esco per ultimo e rido. Fa male ridere. Torniamo in quella spoglia vegetazione, passano cinque minuti, siamo puliti, lindi. W imbocca un ciccone. W sorride. X ride. Io rido. Il taglio sulla bocca che la spezza in modo verticale fa male. Penso che ci vorrebbe un lucchetto per chiudere questa ferita. Lucchetto, oggetto che è comunemente usato per chiudere qualcosa al sicuro, a volte apre invece a grandi avventure.

OGGETTI DI STRADA

Il progetto è stato esposto durante il Progetto Street Tools dal 4 al 24 novembre presso Villa Albrizzi Marini, Spazio scuderia.

Oggetti di strada è stato realizzato con Alvise Pi.

 

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